Studio Tributario
 
Sovraindebitamento

TROPPE POSIZIONI DEBITORIE?

Se avrai la pazienza di leggere fino in fondo ti spiegheremo:

  • Come ridurre o annullare le posizioni debitorie
  • Quali requisiti devi avere
  • Come funziona
  • Cosa bisogna fare
  • Quanto tempo ci vuole
  • Quanto costa

Piccola premessa

Premettiamo che la materia è molto ampia e ogni caso è a sé, non ci sarà quindi possibile essere esaustivi e contemplare tutte le casistiche in poche righe, ma cerchiamo di fare del nostro meglio per dare quantomeno un’idea sull’argomento.

Proveremo quindi a sintetizzare il più possibile pur sapendo che alcune informazioni di dettaglio e alcune casistiche potranno essere tralasciate.

Quali sono i benefici?

Con questa procedura si può pagare i creditori secondo le proprie reali possibilità e quindi ottenere uno sconto in alcuni casi anche del 100% (esdebitazione dell’incapiente) quando una persona non ha la possibilità di pagare.

Molte persone, grazie a questa procedura, sono tornate libere pagando solamente piccole somme mensili per qualche anno.

Grazie a questa procedura, è possibile quindi chiudere con i problemi del passato e ritrovare la serenità.

Come vedremo però, a grosso beneficio corrisponde grosso sacrificio, solo chi è veramente determinato a risolvere il problema ed è disposto veramente a mettersi in gioco può accedere a questa procedura.

Che cos’è il sovraindebitamento?

Si versa in una condizione di sovraindebitamento quando gli importi dovuti a fisco, banche, finanziarie, fornitori… sono talmente alti che non è possibile affrontarli, né col proprio patrimonio, né col proprio reddito.

Bisogna anche sapere che in Italia si contano oltre 2 milioni di famiglie, professionisti e imprenditori che versano in questa condizione e pare proprio che il fenomeno sia destinato a crescere.

Dopo le numerose tragedie post crisi 2008 che abbiamo visto passare al telegiornale, finalmente il legislatore ha deciso di varare una legge (Legge 3/2012) che permette di risolvere questo problema.

Oggi questa norma si è evoluta ed è consultabile nel Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza (D.Lgs. 14/2019) entrato in vigore a luglio 2022.

Purtroppo questa legge è ancora oggi poco conosciuta.

Principio cardine della norma

Il cittadino deve poter affrontare i propri impegni con serenità, senza rinunciare ad uno stile di vita dignitoso e senza dover affrontare continui pignoramenti e solleciti da parte dei creditori.

Bisogna quindi dimostrare ad un Giudice che non è possibile pagare tutto e richiedere la riduzione degli importi dovuti.

Gli importi che non si riescono a pagare vengono quindi annullati dal Giudice mediante sentenza (“falcidie”, “stralcio” o “esdebitazione”).

Se la procedura è gestita correttamente, i vari creditori non potranno opporsi e dovranno rassegnarsi.

Facciamo un piccolo esempio

Mario aveva una Partita Iva che aveva generato insoluti per 100.000 €.

Adesso è un lavoratore dipendente e guadagna 1.500 € mensili. Non ha casa di proprietà, vive in affitto, ha una moglie casalinga e 2 figli piccoli.

Poiché lo stipendio deve servire per garantire un tenore di vita dignitoso per sé e per la propria famiglia, Mario, facendo uno sforzo, potrebbe proporre al Giudice un piano di pagamento di 4 anni ipotizzando un versamento massimo di 100 € al mese.

Al termine dei 4 anni, se Mario sarà stato puntuale nei pagamenti, otterrà l’annullamento di 100.000 € non pagati, versando ai creditori solamente 4.800 €.

Quali sono i requisiti richiesti?

Innanzitutto bisogna essere sovraindebitati, ossia gli importi da pagare devono essere sproporzionati rispetto al proprio patrimonio e al proprio reddito.

Facciamo un esempio, se il mio reddito è di 1.500 € e devo pagare 15.000 €, non ho i requisiti per richiedere l’esdebitazione.

Se invece, a parità di reddito, ho insoluti per 100.000 €, allora non riuscirò mai a pagarli perché il mio reddito mi serve in primis per vivere e potrei destinare ai creditori al massimo 100 € mese (si ricorda che si tratta di un esempio ipotetico).

Il secondo requisito è essere soggetti non fallibili, quindi la procedura è consentita a:

  • privati cittadini e famiglie
  • piccoli imprenditori
  • professionisti
  • artigiani
  • agricoltori

Infine bisogna avere un certo grado di meritevolezza.

Nessun Giudice concederà l’esdebitazione ad una persona in malafede, ad esempio uno che:

  • conduce una vita lussuosa;
  • non è disponibile a fare il massimo sforzo possibile per pagare i creditori;
  • ha nascosto i soldi che avrebbe potuto utilizzare per pagare i creditori;
  • si è sbarazzato di una casa (donazione, rinuncia all’eredità, vendita…) per non pagare i creditori;
  • sapeva già dall’inizio che non avrebbe potuto pagare;
  • ha commesso reati (condanne, sanzioni, multe, ammende…);
  • ha delle dipendenze (sostanze, gioco, alcol…) senza aver mai fatto un percorso di riabilitazione SerT.

Al contrario, se una persona si trova in questa situazione a causa di eventi imprevedibili della vita quali ad esempio:

  • un’attività imprenditoriale sfortunata;
  • una separazione o un divorzio;
  • la perdita del lavoro;
  • un problema di salute;
  • è stato vittima di una frode;

beh, in questo caso si ha tutto il diritto di potersi liberare dai creditori e di tornare alla serenità.

Cosa bisogna fare per usufruire di questa legge?

In primis produrre una serie di documenti per dimostrare di essere sovraindebitato e meritevole.

È necessario iscriversi ad un Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.) della propria zona per richiedere l’assistenza di un Gestore della Crisi.

Il Gestore della Crisi è un professionista “super partes” che ci assiste nella redazione della proposta, verifica i requisiti, media con i creditori e presenta una relazione al giudice.

Bisogna fare una relazione sulle cause del sovraindebitamento, sulla propria situazione familiare, patrimoniale, reddituale e debitoria ed elaborare una “proposta” di rientro seria e sostenibile mettendo a disposizione parte del proprio reddito e del proprio patrimonio.

Le procedure sono fondamentalmente 3:

  • Piano di ristrutturazione del consumatore (in assenza di Partita Iva)
  • Concordato minore (solo per problemi derivanti da Partita Iva)
  • Liquidazione Controllata (per tutti)

È possibile anche richiedere “l’esdebitazione dell’incapiente” per chi non può offrire nulla ai creditori.

Inoltre è possibile fare una procedura di tipo familiare, ad esempio moglie e marito, se entrambi hanno gli stessi problemi.

Per necessità di sintesi, in questa fase non approfondiremo ulteriormente questi aspetti puramente tecnici.

Quali sono i passaggi da compiere?

1 – raccogliere documentazione;

2 – valutarne fattibilità e assenza di motivi ostativi;

3 – fare una relazione sulle cause del sovraindebitamento;

4 – fare un quadro della situazione familiare, reddituale, patrimoniale e debitoria;

5 – elaborare una proposta sostenibile;

6 – iscriversi all’O.C.C., pagare istruttoria e acconto al Gestore della Crisi;

7 – incontrare e sottoporre il tutto al gestore della crisi fornendo ogni documento e informazione utile;

8 – il Gestore della Crisi verifica il tutto e prepara un ricorso che deposita in tribunale;

9 – in assenza di motivi ostativi il Giudice omologa il piano;

10 – si paga quanto proposto per la durata del piano;

11 – al termine del piano il Giudice annulla il residuo dovuto (falcidie) in eccesso e torniamo liberi e riabilitati.

Alcuni passaggi non devono rispettare necessariamente quest’ordine, ma è bene avere un’idea del da farsi.

Il professionista di parte è indispensabile?

In teoria no, in pratica a volte lo è.

Una cosa molto positiva è che teoricamente chiunque può richiedere questa procedura direttamente all’O.C.C. senza avvalersi di un professionista di parte.

Tuttavia, questo non è sempre vero.

Accade spesso che il Gestore della Crisi non sia disponibile a scrivere e depositare il ricorso in tribunale.

In questo caso, si è costretti a nominare un avvocato a proprie spese.

In ogni caso, l’aiuto di un professionista di parte può rivelarsi molto utile, in tutte le fasi della procedura.

Infatti, se non è ben seguita, la procedura rischia di essere respinta con inutile dispendio di denaro, tempo ed energie.

In queste procedure infatti, la disamina preliminare è molto importante per capire ad esempio:

  • a quale procedura aderire;
  • se abbiamo tutti i requisiti;
  • se ci sono motivi di probabile rigetto.

Una volta impostata la pratica possiamo affrontarla con maggiore serenità.

Se si desidera l’aiuto di un professionista di parte, si consiglia quindi di fare qualche preventivo, ma dei costi parleremo più avanti.

Quanto tempo ci vuole?

Impossibile definirlo con esattezza, tutti i passaggi che abbiamo appena descritto possono richiedere un tempo variabile.

Tuttavia possiamo affermare che difficilmente si arriva davanti al giudice prima di 8/10 mesi.

Il piano che andiamo a proporre invece ha una durata variabile, a seconda del tipo di procedura, dai 3 anni su, ma raramente si arriva a 10.

Che documenti servono?

  • dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni;
  • elenco dei creditori e relativa documentazione;
  • elenco spese mensili documentate;
  • estratti conto degli ultimi 5 anni;
  • elenco documentato dei beni posseduti e venduti (macchine, case…).

Ed in generale tutta la documentazione che si rende necessaria durante la fase di disamina.

Ok, interessante, ma quanto costa?

Come al solito la risposta è sempre “dipende”, ma proviamo a fornire quantomeno un ordine di grandezza.

Le principali voci di costo sono:

  • Organismo di Composizione della Crisi (O.C.C.)
  • Professionista di parte (non obbligatorio)
  • Costi della documentazione.
  • Contributo Unificato.

Benché l’O.C.C. sia tenuto all’applicazione di un tariffario professionale, il fatto che possa applicare sconti o maggiorazioni, rende comunque necessario richiedere un preventivo.

Di solito per fare il preventivo richiede un costo iniziale di circa 200/500 €.

Il preventivo dell’OCC dovrebbe essere calcolato secondo la seguente tabella:

Dove il “passivo” è la somma degli importi che dovremmo pagare e “l’attivo realizzato” è quello che andremo a pagare durante il piano.

Vi ricordate l’esempio di Mario?
bene, con un passivo di 100.000 € e 4800 e di importi da pagare durante il piano, potrebbe ricevere un preventivo dall’OCC che può oscillare tra € 750 ed € 1500 circa.
Nel preventivo quello che bisogna pagare subito è la parte di acconto che di solito oscilla tra il 20% e il 50%. Il resto del preventivo sarà incassato dall’O.C.C. durante il corso del piano.

Ora vediamo quanto può costare un professionista se desideriamo essere assistiti.

Premettiamo che ogni professionista è libero di applicare l’onorario che ritiene opportuno e che le seguenti informazioni hanno solamente scopo indicativo.

Trattandosi di consulenza stragiudiziale, possiamo farci un’idea prendendo in prestito il tariffario professionale degli avvocati di cui alla tabella 25 del D.M. 147/2022.

Tali importi sono già compresi di IVA e oneri di legge.

Quindi, se si desidera essere assistiti, bisogna richiedere sempre un preventivo, possibilmente con una dilazione mensile in modo da rendere sostenibile l’onorario.

Poi ci sono le spese varie, raccolta documentazione e contributo unificato. Se si è già in possesso di SPID o Carta d’Identità Elettronica (CIE), un budget di € 200 circa dovrebbe bastare.

Tornando all’esempio di Mario, applicando i tariffari minimi, dovrebbe sostenere costi per:

  • OCC istruttoria: € 200
  • OCC: € 740
  • Professionista: € 3.300 in rate ad esempio da € 300 al mese
  • Spese varie € 200
  • Piano di rientro omologato di € 4.800 in rate di € 100 al mese per 4 anni.

Mario, quindi, annullerebbe un problema da € 100.000 sostenendo costi per € 9.240 e ottenendo un risparmio di € 90.760, pari al 90% circa. (ricordiamo che è solo un esempio)

Altre cose da sapere

  • Fino a che il giudice non omologa la procedura possiamo sempre subire pignoramenti;
  • È necessario rispettare il piano proposto, una rata non pagata potrebbe far decadere la procedura.
  • Tutti i creditori devono essere inseriti in procedura.
  • Durante il periodo del piano (da 3 a 10 anni circa), dobbiamo mettere a disposizione della procedura eventuali sopravvenienze, ad esempio una casa che ereditiamo o un aumento di stipendio.
  • Durante la procedura, potrebbero emergere motivi che ne impediscono la fattibilità, si consiglia la massima serietà e trasparenza.
  • Durante la procedura non si possono fare nuovi prestiti.
  • In caso di Partita IVA, se l’attività continua a generare debiti, va prima chiusa o ristrutturata.

Domande respinte: cosa sapere

A livello nazionale, non sappiamo esattamente in % quante pratiche vadano a buon fine, ma la Camera Arbitrale di Milano ci può dare un’idea a campione con le proprie statistiche.

Ad esempio, nel 2024 il 97% delle domande si sono concluse con successo. (Fonte: Camera Arbitrale di Milano visionabile cliccando QUI)

Un’analisi preliminare ben fatta riduce le probabilità di rigetto ed è quindi sempre consigliabile.

Ricapitolando

Si tratta di una procedura complicata, lunga e talvolta costosa.

Non è per tutti, solo chi ha i requisiti può beneficiarne.

È necessario essere disposti a fare dei sacrifici per risolvere questo problema.

Si tratta di una procedura molto seria, non dimentichiamoci che stiamo chiedendo aiuto ad un giudice.

Per percorrere questa strada bisogna essere trasparenti, onesti, seri, pazienti e determinati.

Esistono altre soluzioni?

A volte sì.

Può capitare che durante l’analisi emergano soluzioni alternative più semplici e/o meno costose.

Ad esempio l’annullamento per prescrizione, per vizi di qualsiasi natura, per illegittimità della pretesa, per la possibilità di chiudere a saldo e stralcio ecc.

Prima di decidere se ricorrere a questa procedura è quindi consigliabile un’analisi preliminare per avere le idee ben chiare.

Prima di prendere una decisione dobbiamo avere le risposte alle seguenti domande:

  • Ho i requisiti?
  • È la soluzione più adatta al mio caso?
  • Posso percorrere altre strade?
  • Quali benefici potrei ottenere?
  • Posso affrontare la spesa?
  • Sono dispoponibile a fare dei sacrifici per risolvere?

Sconsigliamo di prendere decisioni senza prima avere le idee chiare.

Come verificare i requisiti

Abbiamo preparato un questionario online che ci aiuterà a capire più velocemente se hai i principali requisiti per aderire a questa procedura.

Inoltre cercheremo di capire se la procedura di sovraindebitamento è la migliore strada percorribile nel tuo caso.

Il questionario contiene molte domande, prenditi un po’ di tempo e cerca di essere preciso nelle risposte.

Dopo aver compilato il questionario, ti chiameremo per verificare le risposte e per farti ulteriori domande per approfondire.

QUESTIONARIO